Pasubio Servizi
Gas, raggirati e inviperiti
Pseudo-dipendenti della Pasubio servizi ingannano i clienti
C’è il sospetto di concorrenza sleale di altri operatori Raffica di lamentele e l’azienda minaccia denunce



di Mauro Sartori



Una valanga di telefonate di protesta, decine di recessi, numerose segnalazioni e denunce ai carabinieri. E la Pasubio Servizi, finita nel mirino di una concorrenza discutibile, parte al contrattacco. Le cifre bastano a chiarire la portata del fenomeno: 30 chiamate al numero verde nella mattinata di sabato, 45 nella giornata di lunedì e ieri si andava verso il record, con decine di scledensi allarmati, per non dire infuriati, dopo aver firmato nuovi contratti per la fornitura del gas metano. Sono i disguidi legati alla libera concorrenza, che vede in particolare l’Enel Gas aggredire la fetta di mercato dell’Alto Vicentino utilizzando, tramite i collaboratori di agenzie esterne cui è stato affidato l’incarico, muniti di tesserino non sempre esibito, la strategia del porta a porta.



Solo che alla Pasubio Servizi, e ne siamo stati testimoni ieri mattina, si presentano decine di utenti preoccupati per le informazioni ricevute e preoccupati per i documenti sottoscritti.
La società scledense che serve 52 mila clienti sparsi nel vicentino, aveva subodorato qualcosa nelle settimane scorse, tanto che era partita una campagna pubblicitaria dal titolo eloquente: “Attenzione ai raggiri”, dove si evidenziava come alcuni sconosciuti girassero per le case della zona chiedendo la sottoscrizione di nuovi contratti per conto di Pasubio Servizi.
«Nessuno è mai stato da noi incaricato ad effettuare vendite porta a porta e a riscuotere denaro. Difendetevi dai raggiri di chi, usando maniere gentili, cattura la vostra fiducia per poi truffarvi».
Questo è il testo riportato più volte anche sulle pagine del nostro giornale. Solo che la situazione sta precipitando in questi giorni e il centralino tanto della sede aziendale di via Cementi quanto della caserma di via Maraschin è subissato di segnalazioni.
Ma vediamo dalle testimonianze dirette degli utenti cosa sta accadendo.
«Si sono presentati in due - afferma Roberto Manoli, residente nel quartiere di S. Croce. - Mi hanno chiesto di far loro vedere una bolletta. In questo periodo so che stanno cambiando i contatori e quindi non mi sono preoccupato. Hanno dato un’occhiata ai dati e mi hanno detto che, visti i consumi, avevo diritto ad uno sconto, bastava firmare un foglio. Io l’ho fatto, ma poi ci ho ripensato e li ho seguiti. Quando ho capito che il fornitore era diverso, ho restituito tutto ed ho pure spedito una dichiarazione di recesso all’Enel gas, per stare tranquillo».
Prassi seguita da decine di scledensi, come Fulviana Giuriato: «A me hanno riferito che era obbligatorio firmare una carta. Mi hanno presa in contropiede e si sono fatti consegnare pure i miei dati e il numero di conto corrente». Diverso il tenore del colloquio con Teodor Tugui: «Mi hanno detto che la Pasubio Servizi sta fallendo e che dovevo sottoscrivere un nuovo contratto altrimenti restavo senza gas». Pure Mirascian Suren, di origine armena e, guardacaso, dipendente della Pasubio Servizi, ha ricevuto la visita: «Una ragazza con un modulo in mano ha chiesto a mia moglie di poter guardare la bolletta ma, una volta capito che il marito lavorava per i concorrenti, ha girato i tacchi».


(m. sar.) «Non abbiamo nulla contro il libero mercato, ma ci sono modi e modi per catturare nuovi clienti».
Gianni Vido, responsabile dell’area commerciale di Pasubio Servizi, non le manda a dire: «Il cliente ha pieno diritto a scegliere la miglior offerta purchè i metodi concorrenziali siano trasparenti. Non è possibile che qualcuno si presenti anonimamente o peggio ancora sostenendo di aver preso appuntamento a nome nostro. In questi giorni ne stiamo sentendo di tutti i colori e gli sportelli sono occupati da chi chiede lumi o protesta».
La Pasubio Servizi effettuerà una segnalazione all’Autorità per l’Energia elettrica il gas e sta valutando se adire le vie legali per tutelarsi.
«In verità stiamo subendo questo assalto da aprile e sinora abbiamo perso una trentina di utenti, metà dei quali sono poi ritornati da noi - spiega Vido. - Ma in questi giorni la situazione sta degenerando, tanto che ci viene il dubbio si tratti di una strategia legata al periodo vacanziero, quando aumentano gli anziani soli in casa. Per questo vogliamo tutelare l’azienda e i nostri clienti».



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